PerLife: l’alleanza transoceanica nel biomedicale

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Dopo quattro anni di ricerca l’azienda modenese Aferica e l’americana Cytosorbents lo hanno finalmente realizzato. Si tratta di un sistema che tramite la pulizia degli organi vivi da trapiantare consente di aumentare del 20/30% il successo di un intervento chirurgico. E’ un brevetto che nasce dalla collaborazione ed unione di idee diverse. Hanno contrubuito alla realizzazione le conoscenze del prof. Remuzzi dell’Istituto Mario Negri, dei medici dell’Ospedale di Bergamo e poi i ricercatori dell’Università di Torino e Pisa e il Centro Nazionale Trapianti. Perchè, come ha affermato l’ad di Aferica, “Sono le idee la merce più preziosa e non neascono stando chiusi nei laboratori ma andando in giro per gli ospedali a parlare con clinici e sanitari”.

Il macchinario frutto dell’asse Mirandola-New Jersey funziona in questo modo: l’organo che deve essere trapiantato, prelevato dal donatore, viene sottoposto ad una perfusione (lavaggio) a temperature tra i 4 ed i 37 gradi con un liquido simile a quello corporeo. In tal modo l’organo viene purificato e ne vengono migliorate funzionalità e vitalità, aumentando le probabilità di poter recuperare i cd organi marginali (altrimenti inutilizzabili) e di conseguenza anche il numero dei trapianti.

La svolta nel progetto è stata l’integrazione del filtro PerSorb di CytoSorbents, con la quale Aferica – nata nel 2014 da un’dea di Mauro Atti e Stefano Rimondi nel Distretto Biomedicale mirandolese costruito dopo il sisma – aveva siglato una partnership 10 mesi fa.

L’obiettivo è produrre più di 300 apparechhiature da qui al 2021.