Menarini e la “medicina di precisione”

photo by Marcelo Leal

Sempre più spesso sentiamo parlare di “medicina di precisione”. Con questo termine si indicano anche una serie di aspettative legate alla possibilità di sviluppare nuove strategie terapeutiche per il trattamento di patologie con un importante impatto a livello socio-sanitario.

Ma quindi, cosa significa effettivamente avere a disposizione una terapia mirata? Lo spiega sul blog di Menarini dr. Giuseppe Merlino, del Dipartimento di Experimental and Translational Oncology di Menarini Ricerche, che in questi giorni ha visto il suo ultimo studio, “MEN1309/OBT076, a First-In-Class Antibody–Drug Conjugate Targeting CD205 in Solid Tumors”, pubblicato sulla nota rivista Molecular Cancer Therapeutics.

Merlino spiega: “in questo lavoro abbiamo dimostrato per la prima volta, a livello preclinico, la potenza dell’attività antitumorale dell’anticorpo monoclonale MEN1309, in modelli in vitro e in vivo di cancro della mammella triplo negativo, tumore del pancreas e della vescica. Questi dati preclinici confermano la promettente attività di MEN1309, supportandone quindi lo sviluppo clinico di fase I nell’uomo, che è attualmente in corso nel trial SHUTTLE”.

In termini di strategia terapeutica, questo sigfnifica – continua Merlino – che “il vantaggio sta sicuramente nel poter agire in modo mirato sulle cellule tumorali, per massimizzare l’efficacia del farmaco e migliorarne il profilo di tollerabilità. MEN1309 è un anticorpo monoclonale in grado di riconoscere e legare una specifica molecola bersaglio, chiamata antigene. Nel nostro caso, l’antigene in questione è il CD205, un recettore espresso dalle cellule tumorali, in particolare nel cancro della mammella triplo negativo, nel tumore del pancreas e della vescica. Il nostro “cecchino”, chiamato a volte anche “magic bullet” per via della molecola citotossica ad esso legata, è proprio MEN1309, che funziona un po’ come un drone con un carico di bombe: una volta riconosciuto il bersaglio sulle cellule tumorali, il CD205 appunto, si lega ad esso e rilascia la molecola citotossica che determina la morte della cellula tumorale”.

MEN1309/OBT076 è attualmente in fase di sviluppo con uno studio clinico multicentrico di fase I in alcuni importanti centri oncologici europei (parliamo di Italia, Spagna, Belgio e Regno Unito (NCT03403725)), per valutare l’attività dell’anticorpo nel trattamento dei tumori solidi metastatici. Tra questi, il tumore gastrico, il cancro della mammella triplo negativo (TNBC), il tumore della vescica e quello del pancreas, il linfoma di tipo Non-Hodgkin. Questo studio clinico segue l’approccio dell’oncologia di precisione, attraverso il reclutamento solamente di pazienti positivi per l’espressione del target terapeutico CD205. Uno studio clinico di fase I sta cominciando negli Stati Uniti d’America in centri accademici di grande esperienza, sotto la sponsorship di OBT.