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La Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) e le federazioni dei tecnici di laboratorio, biologi, ostetriche, psicologi, veterinari, chiedono a gran voce di stabilizzare i 53 mila tra medici, infermieri e operatori sanitari reclutati in emergenza per colmare le carenze di personale e adeguare le dotazioni organiche alle esigenze del Pnrr.
“Bisogna avviare subito un confronto con il governo, non solo per il passaggio di questi precari al contratto stabile ma anche per togliere il blocco del fondo per il personale”, ha dichiarato Filippo Anelli, Presidente Fnomceo, nel corso della conferenza stampa per presentare la proposta.
Secondo il presidente di Fiaso, Giovanni Migliore “la richiesta di assumere i 53mila precari è una domanda di futuro. Qualsiasi progetto per la sanità di domani, infatti, non può che passare attraverso l’investimento in risorse umane. Ancora di più dopo l’esperienza della pandemia che se da un lato ha evidenziato le fragilità del sistema, dall’altro ha dimostrato come il servizio sanitario nazionale sia un valore irrinunciabile”.
Dall’inizio dell’emergenza Covid, scrive Ansa, sono stati reclutati 66.029 precari per rispondere alla crisi sanitaria. Le attività richieste sono l’assistenza ospedaliera, il contact tracing, l’incremento del numero di tamponi e la campagna di vaccinazione. Del personale fanno parte 20.064 medici, 23.233 infermieri e 22.732 tra operatori sociosanitari, tecnici di radiologia, di laboratorio, assistenti sanitari, biologi.
Dalla platea complessiva di 66.029 precari vanno sottratti i medici abilitati non specializzati, gli specializzandi iscritti al quarto e quinto anno e il personale collocato in quiescenza ma richiamato con incarichi di lavoro autonomo. Quindi il numero di precari interessati dalla procedura di stabilizzazione è di 53.677.
